SELLANO (PG): Dorothea Lange

Pubblicato: 09/06/2016 da Redazione in Fotografia, Mostre, Umbria

201606_dlangeDOROTHEA LANGE
“The Camera is a Great Teacher”
Castello di Postignano (Sellano, PG)
11 giugno 2016 – 9 gennaio 2017

Sabato 11 giugno 2016, alle ore 17.30 a Castello di Postignano (Sellano, PG) si inaugurerà la mostra “DOROTHEA LANGE. The Camera is a Great Teacher” con 51 fotografie.
L’esposizione è l’evento clou della 5a edizione di “Un Castello all’Orizzonte”, manifestazione culturale che si svolge dal 28 maggio 2016 al 9 gennaio 2017 presso il borgo medioevale restaurato in Umbria.
Tale mostra è preceduta da un’altra retrospettiva sulla Lange, “A Visual Life”, con fotografie scattate fra il 1930 e il 1940: l’inaugurazione si terrà giovedì 9 giugno, a Napoli, presso lo Studio Trisorio.
Per la prima volta in Italia, due mostre offrono un ampio spaccato del lavoro di Dorothea Lange, pioniera della fotografia documentaristica e di denuncia sociale.

Dorothea Lange è soprattutto nota per aver documentato per la Farm Security Administration la Grande depressione americana: le condizioni di vita nelle zone rurali degli Stati Uniti, la dolorosa povertà degli agricoltori e delle loro famiglie che si spostano di luogo in luogo in cerca di lavoro, l’abbandono delle campagne a causa delle tempeste di sabbia che avevano desertificato 400.000 km² di terreni agricoli. La sua foto “Migrant Mother”, scattata in California nel 1936, è diventata un’icona di quel periodo storico: una madre “senza patria” che protegge i suoi figli incarna la sofferenza di un’intera nazione.

L’umanità dei soggetti che ritrae non è mai secondaria all’esigenza di documentare la realtà. Nelle sue immagini non mette a fuoco solo la disperazione e la miseria delle persone, ma anche l’orgoglio e la dignità con cui affrontano il proprio destino. È forse questo il motivo che le rende sempre attuali.
La macchina fotografica è stata per la Lange “una grande maestra”, lo strumento attraverso il quale osservare profondamente il mondo, provando a “vivere una vita visiva”. “Bisognerebbe utilizzarla come se il giorno dopo si dovesse essere colpiti da improvvisa cecità”, usava dire.

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