MILANO: Umanamente

Pubblicato: 08/06/2017 da Redazione in Fotografia, Lombardia, Mostre, News

201705_piombin.jpgMostra personale di fotografia di Sonia Piombin
A cura di Massimiliano Bisazza
Opening: 21 giugno 2017 dalle h 18,30 alle h 21,00
In mostra fino al 4 luglio 2017 mattino
Presso: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13 Via Statuto, 13 (corte int.) – 20121 Milano http://www.statuto13.it http://www.facebook.com/statuto13
Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

Una mostra personale che è un’epitome selezionata appositamente per l’esposizione meneghina dove si possono evincere varie tematiche principali: il viaggio, gli “still life” della natura, degli oggetti simbolici e dei ritratti rifranti dall’artista, animali e paesaggi. Il mondo creativo dell’artista Sonia Piombin è pieno di delicatezza, sensibilità e umanità tutte volte al femminile, dove il profondo senso di intensa introspezione e compassione che sono volte all’unisono e si palesano con immagini poetiche e dotate di equilibrio compositivo. Poter incedere all’interno della galleria soffermandosi di fronte a tramonti emozionanti che catturano il nostro sguardo avido di sensazioni è impagabile. Percepire le atmosfere e la trepidazione avvertite dall’artista nel corso dei suoi frequenti viaggi e che sa a sua volta trasmettere con dovizia e generosità, è appagante per l’anima. Grandi pachidermi sulla riva di un fiume sono intenti nell’abluzione che ha il sapore di un sacro lavacro, una liturgia che è senza dubbio una cerimonia della natura, unica e quasi commovente. Spostandoci all’interno della mostra possiamo bearci anche di fiori equatoriali, più o meno colorati, dalle forme intonse in taluni casi o morbide ed arrotondate in altri. Luoghi lontani, luoghi di preghiera e di incontro, templi di antiche civiltà orientali sono di fronte ai nostri sguardi cullati dalle metafore, che paradossalmente non si scontrano con luoghi cittadini; dove gli interpreti della frenesia urbana si dimenano nella corsa del quotidiano… emerge un homeless che giace silenziosamente in un cartone “abitativo”, chiuso nel suo guscio virtuale, simbolicamente protetto dal mondo esterno che in fondo….non sa far altro che ignorarlo disumanamente. Riusciamo a comprendere meglio la poetica di quest’artista se ne cogliamo l’essenza, se siamo giunti al punto in cui riusciamo a porci delle domande, se siamo disposti a uscire dal mondo fittizio e di cartapesta che troppo spesso ci si è cucito addosso in modo consapevole o non; proprio per eludere le nostre paure. Non ci resta che affidarci all’ausilio delle arti visive e al piacere che ne traiamo nell’osservarle….che sia questo un espediente umanamente molto più accettabile?

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