FOTOGRAFARE COS’ALTRO È

Pubblicato: 09/03/2018 da Redazione in Libri, News

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di Marco Scataglini

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Pensieri, proposte, riflessioni e idee per valorizzare la propria vena creativa e diventare fotografi migliori

“Non fotografate ciò che è, ma piuttosto cos’altro è” sosteneva Minor White. Se il precedente libro di Marco Scataglini, “Il fotografo non si annoia mai” era una sorta di “Manuale d’Istruzioni” del fotografo, questo volume ne è piuttosto il “navigatore”.

Esattamente come salendo in auto per recarci verso una destinazione sconosciuta impostiamo il navigatore per non sbagliare strada, così l’autore offre in questa nuova opera indicazioni, spunti, idee, suggerimenti per condurre il fotografo (o l’aspirante tale) verso la maturità artistica ed espressiva.

Avvertendo, sin dall’inizio, che la cosa fondamentale è però non lasciarsi condurre per mano, anzi deviare ogni tanto (se non sempre) dalle indicazioni ricevute, utilizzandole semmai come inneschi di potenziali riflessioni personali. Infatti, insegnare la fotografia non si può, come spiegato nel primo capitolo del volume: quel che si può fare è indicare quali strade si sono percorse, quali sono state percorse da altri, quali sono promettenti, quali rischiose. Poi lasciare a ognuno la possibilità di scegliere il percorso e fare le proprie esperienze. Il libro suggerisce alcune strategie presiose, e offre riflessioni che di certo potranno essere utili a coloro che sono alla ricerca non certo delle solite “dritte” per fare foto “più belle” (che in genere significa più banali), ma che vorrebbero migliorare le proprie capacità di vedere il mondo e tradurre quanto visto in un’immagine fotografica di valore.
Organizzato come una serie di brevi “saggi” (i citati suggerimenti), il libro offre molti spunti utili per chiunque si interessi alla fotografia, sia da appassionato, sia da praticante. Soprattutto offre una visione della fotografia “dall’interno, non distaccata ma coinvolta e coinvolgente.

A differenza di molti altri saggi, lo scopo del volume è motivazionale: l’autore vuole principalmente rendere consapevoli i lettori di quanto ognuno possa essere creativo (anche chi pensa di non esserlo affatto) e come la riscoperta di questa creatività possa essere alla base di un autentico cambio di vita.

Il volume parte con una riflessione sui motivi che ci spingono a diventare fotografi, e fa un’attenta riflessione su quanto sia importante avere bene in mente il proprio ruolo, e magari scegliere consapevolmente di essere e rimanere fotoamatori, anche se si sceglie di diventare professionisti. La passione e l’amore per la fotografia sono l’unico vero strumento per diventare bravi fotografi. Per questo il libro suggerisce alcune riflessioni sul modo in cui percepiamo il mondo, sui nostri sensi, sulle emozioni e sul modo di sfruttarle per trovare un personale modo di esprimersi, diciamo pure il proprio stile. Riandando alle origini dell’odierna critica fotografica, l’autore si interroga poi sulla natura stessa dell’immagine fotografica, sul suo essere icona o indice, o entrambe le cose, per passare ad analizzare quanto importante possa essere la nostra convinzione di essere in grado di diventare grandi fotografi, e come in questo possa esserci d’aiuto, o di ostacolo, il tempo, nelle sue varie forme. Infine, una serie di acuti suggerimenti su come lavorare sul campo, e come ottenere risultati incoraggianti lavorando in gruppo. Il tutto con il classico stile antiaccademico dell’autore, che si relaziona sempre da fotografo a fotografo con il lettore, a un livello di assoluta parità, come in un dialogo tra amici. Lo scopo del libro è di essere utile, piacevole, al limite divertente, una lettura per chiunque ami e apprezzi la fotografia, e la fotografia creativa nel caso specifico. I suggerimenti di Scataglini, infatti, non si applicano a un genere piuttosto che a un altro: sono idee, spunti e suggerimenti che valgono per la fotografia creativa in generale, poi ognuno potrà declinarli per il tipo di fotografia prescelto.

Non un saggio monolitico, dunque, fondato su un’idea forte e dunque poco fruttuosa per il lettore che non vi aderisca pienamente, ma su una molteplicità di spunti, lo stesso modo di affrontare la materia che ha decretato il successo del precedente libro “Il Fotografo non si annoia mai”.

Infatti l’autore non intende fornire un percorso netto e definito, ma far capire come, grazie a spunti apparentemente slegati, ma in realtà intimamente connessi, sia possibile tracciare da soli la strada verso il successo, laddove per successo si debba considerare la capacità di realizzare fotografie migliori, fotografie creative, fotografie in grado di raccontare ed emozionare. Sia che siate amatori, sia che siate professionisti o aspiranti tali, questo libro può fornirvi ampia materia di riflessione, e vi condurrà per mano all’inizio del vostro sentiero, indicandovi una possibile via. Starà poi a voi camminare sino alla meta, sarà solo vostro il reale merito del successo.
Che, grazie ai suggerimenti e alle riflessioni di questo libro, sarà comunque raggiungibile con maggiore facilità (ma non sarà mai semplice, perché raggiungerlo con facilità significa non raggiungerlo affatto, ma semplicemente illudersi).

MARCO SCATAGLINI
Fotografo professionista e scrittore di saggi sulla fotografia (e non solo). La sua formazione è avvenuta sul campo, collaborando per oltre 15 anni con le più importanti riviste di viaggi e turismo, pubblicando migliaia di fotografie, reportage (circa 200) e testi. Oggi si occupa di fotografia creativa, alternativa e irregolare, sia analogica che digitale, ed è un ricercatore di “cose interessanti” da raccontare, soprattutto nel campo della fotografia, dei luoghi, della natura e dei paesaggi, anche grazie alle tecniche dello Storytelling. Autore di numerosi libri, sia fotografici che guide, ha fatto parte della redazione della rivista dell’AFNI, “Asferico”. Negli ultimi anni è diventato un “autore indie” con la pubblicazione di numerosi eBook ma anche libri e zine cartacei a tiratura limitata e rigorosamente fatti a mano. Tiene conferenze sulle sue esplorazioni, sia quelle culturali, sia quelle fisiche, concrete, nei luoghi che ama percorrere, principalmente nell’Etruria meridionale (tra Lazio, Toscana e Umbria) dove risiede.

 

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