MILANO: VANITAS

Pubblicato: 12/10/2018 da Redazione in Fotografia, Lombardia, Mostre

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Mostra di fotografia di CARLO OTTAVIANO CASANA
inaugurazione: Mercoledì 17 ottobre 2018 ore 18.30 – 21.30
data mostra: dal 18 ottobre al 16 novembre 2018
orario: da martedì a venerdì 16.00 – 19.00 o su appuntamento
dove: Via Farini 6, 20154 Milano tel. 02 6208 6626 galleria@spaziofarini6.com – www.spaziofarini6.com
come raggiungerci: M5 Monumentale, M2 Garibaldi, tram/bus 2, 4, 37, 70, BikeMi n.191

La Galleria SPAZIOFARINI6 mercoledì 17 ottobre, inaugura la mostra “Vanitas” di Carlo Ottaviano Casana, una selezione di opere dal suo ultimo lavoro fotografico di natura morta questa volta ispirata al genere Vanitas. Il termine Vanitas in passato non si riferiva, come oggi, a una cura esasperata del proprio aspetto, ma alle vane parvenze in senso metafisico, all’inconsistenza del tutto. Ceronetti in un commento alla sua ultima edizione dell’Ecclesiaste ricorda che il senso letterale sarebbe vapore umido, e sottolinea che la vanitas cristiana è legata alla nostra esistenza terrena, destinata un giorno a scomparire, mentre quello di cui parla l’Ecclesiaste è un dissolversi, declinare, un fluire senza fine, senza tempo e senza rimedio. Nelle nature morte del genere Vanitas le figure ricorrenti non sono molte. Il teschio, chiamato un tempo “la testa della morte” è forse uno tra i più comuni, pronto a ricordarci con la sua sinistra presenza e col suo scarno pallore, il nostro comune ineludibile destino, ma anche ad esortarci ad essere virtuosi ed austeri, a non farci cogliere impreparati alla chiamata; quella finale. In questo suo ultimo esercizio stilistico, Casana propone una rilettura degli elementi simbolici tipici di queste nature morte, lasciando all’osservatore quale aspetto cogliere e quale significato dare. La clessidra per esempio, ci può ricordare lo scorrere del tempo, ma nello stesso tempo ci indica che il tempo non è finito. Le rose appassite raccontano l’estate che deve ancora arrivare, la frutta matura che la vita è piena di straordinari sapori, e le conchiglie con la loro splendida fragilità, parlano della bellezza del mare. Alcune immagini della raccolta, le prime da lui scattate, forse per l’influsso dei quadri del ‘600 nordico che Casana ha ben studiato, risentono dello spirito originario del genere, risultando “sia gravi che grevi” come lui stesso le descrive. Coll’avanzare della serie le immagini si rasserenano, il teschio sparisce, subentrano la clessidra, la frutta, le conchiglie, i libri e la calda e avvolgente luce dell’estate italiana sostituisce l’algido sole fiammingo, il rigore nordico è sostituito da un lucido edonismo, indispensabile, pensa Casana, per compensare la coscienza che “tutto è un infinito vuoto, tutto è un infinito niente”. In mostra 16 opere, fotografie digitali a colori, stampate in diverse dimensioni su carta Canson Baryta Prestige, in edizione limitata di 7, firmate e autenticate.

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