ROMA: IMMAGIN-ANDO di Marco Rossi

Pubblicato: 16/11/2018 da Redazione in Libri, News

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www.graffitipress.it
Martedì 4 dicembre 2018 alle ore 18.00 presso il PDE BOOKSTORE del PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI – Via Milano n. 15/17 Roma
Presentazione dell’ultimo libro fotografico edito dalla Casa Editrice Graffiti
“IMMAGIN-ANDO” di Marco Rossi.
Saranno presenti l’autore Marco Rossi e il Direttore della Graffiti Gianni Pinnizzotto.

Incontro tra psicologia e fotografia: l’autore Marco Rossi, nella duplice veste di psicologo e fotografo, ci mostra un lavoro in cui ogni singola immagine diventa una visione, un viaggio interiore, un sogno ad occhi aperti, con lo scopo di scatenare nell’osservatore una moltitudine di sensazioni, emozioni, interpretazioni.
Oltre 100 foto in bianco e nero e colore che ci accompagneranno in un viaggio personale nel nostro più profondo inconscio. L’ultimo libro edito da Graffiti – Immagin ando – apre un nuovo segmento nell’editoria fotografica attraverso l’incontro tra psicologia e fotografia.

Un uomo e un bambino seduti davanti a uno specchio di acqua, elemento predominante dell’immagine, ma non il principale. I protagonisti sono i due che ripresi di spalle non mostrano il loro volto. Non conosciamo la loro espressione, non sappiamo se stanno sorridendo, se si stanno parlando, o se sono entrambi immersi nei loro pensieri. Padre e figlio? Si potrebbe anche andar oltre e immaginare che abbiano buttato l’amo e stiano aspettando che il pesce abbocchi. Un punto interrogativo. È la prima suggestione di questo libro di fotografie, ultima creatura della Casa Editrice Graffiti, e prima del fotografo Marco Rossi. Il primo indizio nel titolo: “Immagin Ando”, una parola divisa in due, sostantivo, e verbo allo stesso tempo per indicare la dualità della fotografia. Stasi dell’immagine, movimento nell’azione del fotografare e in quella dell’osservarla e del sentire del fruitore. Il percorso che Marco Rossi propone – e lo spiega bene nella nota introduttiva – con le sue 140 immagini è un viaggio interiore alla riscoperta di emozioni e sensazioni, forse perdute, o meglio ancora alla ricerca di nuovi stati d’animo. Una sorta di test psicologico continuo, cui ti costringono fotografie che sono sovrapposizioni di immagini, accostamenti azzardati e esasperati da colori decisi, quasi sempre, sfumati e incerti qualche volta. I volti non sono mai volti e basta, gli sguardi sono anonimi e lontani, come riemersi da ricordi lontani, non esprimono a prima vista emozioni. Ma nella loro estraniazione provocano e richiamano a reazioni emotive, sentimentali, irrazionali. Particolari di immagini esaltati nell’elaborazione sofisticata e a volte esasperata della postproduzione. Il primo impatto ti lascia interdetto, ma poi – ed è la maestria del fotografo e dell’editor a costringerti – torni indietro e ricominci. Una ad una alla ricerca del significato, della sensazione. Fino a trovare la tua risposta. Il tuo sentire. La tua interpretazione. Non c’è presunzione, perché’ nel percorso ti accorgi che l’autore lascia spazio anche a una non risposta. L’immagine resta lì non codificata, non compresa, ma comunque presente, ingombrante, stretta come è nella impossibilità del fruitore di essere vissuta. Non ci sono altre parole per sintetizzare questo bel volume che presenta 140 fotografie, tutte stilisticamente perfette, uniche, e originali. Una scelta coraggiosa e difficile, quella di questo autore -, che nella vita non è fotografo ma psicologo -, in un mondo in cui la fotografia il suo messaggio te lo da in modo diretto, immediato, univoco. Non lascia spazio a immaginazione. L’informazione arriva tutta insieme, ed è inequivocabile. La variabile resta il sentimento che ti provoca, ma questo è un altro discorso. Qui siamo davanti a immagini – qualche volta sovrapposte – che così come sono realizzate e concepite richiedono uno sforzo interiore di ricerca, perché nessuna di queste è racconto di una realtà ma comunicazione di una sensazione di un pensiero.

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