LIBRO: Non ci sono più i fotografi di una volta

Pubblicato: 30/11/2018 da Redazione in Libri, News

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di Marco Scataglini

Formato: 17×21 cm
Pagine: 188
Editore: Penne & Papiri
ISBN : 978-88-89336-73-1
Prezzo di copertina: € 16,00
Info: http://www.marcoscataglini.com
Blog dell’autore: http://www.kelidon.eu

I fotografi di un tempo, è ovvio, non ci sono più. E quelli di oggi sembrano nati dal nulla, come non avessero radici. Questo è forse il vero problema, che l’Autore ha deciso di analizzare proponendo spunti di riflessione e fornendo alcuni consigli utili.

Probabilmente la fotografia all’argento era più comprensibile, la logica di fondo era intuibile da chiunque, laddove il digitale impone di avere conoscenze che si spingono oltre le leggi dell’ottica e della chimica, per arrivare sino all’elettronica avanzata, all’informatica, alla fisica nucleare addirittura.
La massima semplicità (tiri fuori il tuo smartphone, inquadri e fai la foto) unita alla massima complessità. Fai la foto, è vero, ma non sai davvero cosa stia succedendo. Tutti quei chip, quelle cariche elettriche, quei bit chi viaggiano vorticosamente e registrano su un supporto elettronico la tua foto. Boh.
Sino a non molti anni fa nemmeno esistevano degli smartphone in grado di fare fotografie di qualità così buona! Basta leggere un manuale sulla fotografia digitale di dieci o quindici anni fa, per avere la stessa impressione di un libro di Feininger degli anni ‘50! La tecnologia avanza con un ritmo tale che quel che valeva nel 2006 oggi fa ridere.
Ecco, forse è questo il problema.
Perché chi ama la fotografia, ieri come oggi, sa di appartenere a una specie di “elite”, a un vasto gruppo di persone, di uomini e di donne che esprimono sé stessi grazie a una fotocamera: che dentro ci sia la pellicola o un sensore CMOS importa davvero poco. Forse niente.
Il fatto è che invece molti fotografi, troppi, oggi sono privi di radici, di una prospettiva. Sanno che la fotografia è stata inventata quasi due secoli fa, ma per loro tutto inizia da quando il digitale ha invaso il mercato: o perché sono nativi digitali, o perché, prima, non fotografavano seriamente, tutt’al più scattavano un rullino all’anno per l’album di famiglia.
Il digitale è facile, immediato, i risultati sono garantiti, un tempo non era così.
La verità è che la fotografia seria, quella che cerca di trasmettere emozioni e idee, è difficile oggi come un tempo. O, se vogliamo, è facile oggi come cinquant’anni fa, se solo ci concentriamo su ciò che conta. Noi stessi.
Ecco allora il soggetto vero di questo libro: la ricerca delle proprie radici fotografiche non come fatto meramente filosofico, ma come mezzo per riscoprire chi siamo davvero, cosa vogliamo fare e perché. Guardare anche al passato per traghettarci verso il futuro, ma restando ancorati al presente, l’unico tempo che davvero ci è dato di vivere.
Per questo, a dispetto del titolo del libro, ci sono ancora i fotografi di una volta. Forse sei anche tu uno di loro.
Le tecniche passano, cambiano. Anche tu cambi, cresci evolvi. L’unica vera difficoltà è fare in modo che tutto questo rientri all’interno del piccolo rettangolo di una fotografia.

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Marco Scataglini

La luce abbagliante che mi trovai improvvisamente davanti il giorno della mia nascita (era il 1964, praticamente ieri) mi spinse – oltre che a strillare a squarciagola come fanno tutti i neonati – a prendere la decisione di diventare un adepto della luce, insomma un fotografo.
Lo so, la scienza potrebbe smentirmi, però secondo me è andata così, e lo dimostra il pilotto che diedi pochi anni dopo a mio padre (il tempo di conquistare la posizione eretta e il dono della voce lagnosa adeguata) affinché, nell’ordine: 1 – mi regalasse una fotocamera, 2 – mi insegnasse a usarla e 3 – cosa più importante, mi autorizzasse a utilizzare liberamente la sua camera oscura.
La storia narra che il genitore, fotografo a sua volta, capitolò rassegnato abbastanza presto, dopo solo una settimana di capricci insopportabili. Non era un vero duro.
Da allora la fotografia è diventata la mia vita, la mia passione e il mio mestiere. Per oltre 15 anni ho lavorato per riviste di viaggi e turismo (e pensare che a me non piace viaggiare…), realizzando oltre 200 reportage; ho pubblicato, sinora, quattro libri fotografici e 5 saggi sulla fotografia, e le mie foto sono comparse su poster, cartoline, guide, manifesti e così via. Mi son dato da fare, insomma.
Negli ultimi sette anni, dopo essermi trasferito a Tuscania (Vt), ho deciso di dedicarmi, oltre che alla scrittura, alla realizzazione di progetti fotografici creativi, mostre e pubblicazioni alternative. Su quello che farò da grande, invece, ho ancora qualche indecisione.
http://www.marcoscataglini.com
http://www.kelidon.eu

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