SIGMA FOVEON FULL FRAME. RINO GIARDIELLO INTERVISTA AYA ASAMI

Pubblicato: 23/01/2019 da Admin in Abruzzo, Fiere/Festival, Fotografia
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Grande attesa per la nuova fotocamera Sigma mirrorless dotata di sensore Foveon full frame e baionetta L-Mount mutuata dalla partnership con Panasonic e Leica.

Mentre delle due nuove fotocamere Panasonic si sa praticamente tutto, le caratteristiche della nuova Sigma sono avvolte nel mistero. L’unica cosa di cui si ha la certezza è l’adozione della nuova baionetta L-Mount ed il tiraggio di soli 20mm, lo stesso della Panasonic e della Leica con le quali ci sarà la totale compatibilità degli obiettivi, caratteristiche note sin dal primo annuncio della partnership, ma per il resto Sigma mantiene il riserbo più totale. Purtroppo è stata dichiarata la fine dell’attuale baionetta SA e, quindi dell’attuale sistema basato su di essa. Addio Sigma sd Quattro ed sd Quattro H, ma anche addio alla compatibilità con tutte le precedenti fotocamere dotate del favoloso sensore Foveon tra cui il mitico Merrill, l’ultimo della generazione 1:1:1, cioè con i tre strati blu, rosso e verde dotati della stessa risoluzione. Il Foveon Quattro, pur ottimo e pur in grado di competere anche con le fotocamere medioformato dotate di sensore Bayer, non ha saputo conquistare il cuore dei vecchi appassionati anche se ha avuto senz’altro il grande vantaggio di aver avvicinato innumerevoli nuovi utenti allo splendido ma non facile da gestire mondo del Foveon.

In compenso Sigma ha promesso di continuare a realizzare ottiche per la baionetta SA e che tutte le attuali ottiche Sigma SA potranno venire adoperate sulla nuova Sigma full frame grazie ad un anello adattatore.

Il nuovo Foveon full frame sarà semplicemente un Quattro di maggiori dimensioni o sarà un ritorno alla struttura 1:1:1 del Merrill? O, addirittura, sarà un sensore del tutto nuovo con una struttura mai vista prima d’ora? Verrà adoperato il corpo, molto comodo e funzionale, della sd Quattro aggiustandone il tiraggio e migliorandone le prestazioni, o avrà un nuovo design a sorpresa? 

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Rino Giardiello, Sigma Ambassador per l’Italia, ha incontrato ed intervistato Aya Asami proveniente da Tokyo e ambasciatrice della città giapponese di Sukagawa gemellata con l’abruzzese Fara Filiorum Petri per il rito delle farchie, le altissime colonne di canne che vengono bruciate ogni anno in occasione della tradizionale festa: un rito del fuoco che non manca di attirare migliaia di turisti e di coinvolgere tutta la popolazione di Fara Filiorum Petri. Rino Giardiello, in memoria dell’amico e collega Giuseppe Iammarrone scomparso pochi anni fa, ha deciso quest’anno di documentare il rito delle farchie, già fotografato in passato, interamente in bianconero. Difficile rinunciare ai colori del fuoco ed ai facili effetti scenografici delle torce accese. Giuseppe Iammarrone usò la pellicola in bianconero, altri tempi è vero, e sarebbe stato facile fare altrettanto anche oggi, ma Rino Giardiello ha deciso di fare un omaggio all’amico, non di imitarlo: la scelta quindi è ricaduta sul digitale, ma usando lo splendido bianconero del sensore Foveon in modalità Monochrome. E’ la resa più vicina alla pellicola che si possa avere oggi, un bianconero pastoso e ricco di grigi che ha esaltato le foto, le azioni ed i volti dei protagonisti di questa festa. Aya Asami ha parlato a lungo, durante l’intervista, delle differenze e delle somiglianze dei riti celebrati in Italia ed in Giappone. “In Italia ci si diverte di più” – dice Aya ridendo – “La gente festeggia, ride, mangia, beve e balla… ci si sente davvero felici e coinvolti! In Giappone sono tutti molto seri, la festa è molto bella, ma non si sta mai insieme per davvero. Gli Italiani, in questo, sono eccezionali!”. 

L’intervista scorre veloce e con Aya non ci si annoia. Si toccano diversi argomenti, Aya vuole sapere di più della Sigma e del sensore Foveon, orgogliosa di questa unicità proveniente dal suo paese, resta commossa dal regalo del libro di Giuseppe Iammarrone sulle farchie e dalla presenza del figlio Paolo che ha girato il video dell’intervista e quello dell’evento. Momenti di grande emozione che le farchie sono in grado di donare dimostrando ancora una volta di essere qualcosa di più di una festa spettacolare in grado di affascinare i turisti di tutto il mondo.

La parte iniziale del reportage di quest’anno sulle farchie di Rino Giardiello è qui. La fase di preparazione delle farchie nel reportage  del 2018 è qui.

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Farchie 2019. L’arrivo della farchia in piazza è uno dei momenti più toccanti per i farchiaroli. Stanchissimi per aver portato la farchia in spalla dalla contrada, la poggiano in terra e danno libero sfogo alla loro felicità e commozione. (nella foto, la farchia di contrada Giardino)

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