PISTOIA: Confini di umanità

Pubblicato: 21/05/2019 da Redazione in Fotografia, Mostre, Toscana

2019_04_Paolo Pellegrin © Kathryn Cook.jpg

Foto di Kathryn Cook

mostra fotografica per Pistoia – Dialoghi sull’uomo
di Paolo Pellegrin
Date: 24 maggio – 30 giugno 2019. Inaugurazione 24 maggio ore 16.30
Orari di apertura: 25 e 26 maggio: 10 – 20
Dal 27 maggio al 30 giugno: lunedì – venerdì 10-13 e 15-18; sabato, domenica e festivi 10-18
Luogo: Sale Affrescate del Palazzo Comunale, piazza del Duomo, Pistoia
Ingresso gratuito
Catalogo Contrasto, 2019, € 24,90
Informazioni su: http://www.dialoghisulluomo.it

Venerdì 24 maggio alle 16.30 nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia inaugura la mostra fotografica Paolo Pellegrin – Confini di umanità, aperta al pubblico gratuitamente fino al 30 giugno.
L’esposizione, curata da Annalisa D’Angelo, è stata realizzata appositamente in occasione della decima edizione del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo, per affiancarsi al percorso degli incontri di antropologia del contemporaneo sul tema “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini” (24-26 maggio, http://www.dialoghisulluomo.it).
60 fotografie, in parte inedite, realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq, Usa, svilupperanno, spesso per sottrazione e opposizione, l’impervio percorso della convivenza, ostacolato da muri, mari in tempesta, deserti, confini geografici spesso costruiti dall’uomo, per dividere, ostacolare, imprigionare, isolare. La mostra ci conduce dunque lungo i confini dell’umanità, documentando lo sforzo continuo necessario per convivere.
Si potrebbe dire, prendendo a prestito un termine di Marc Augé, una sorta di non-luoghi della convivenza, dove è stato decostruito il senso sociale che gli esseri umani hanno conquistato nel corso della loro storia.
Completa l’esposizione un montaggio di video realizzati da Paolo Pellegrin in America sulle linee razziali che ancora dividono gli Stati Uniti, confini invisibili ma ancor più insormontabili di quelli fisici.

«Ci sono due modi di comunicare: c’è un tipo di fotografia che si rivela completamente, è un’immagine che parla, dice cose forti e chiare, è molto leggibile, ma è un’indagine finita, è la versione dei fatti del fotografo» dichiara Pellegrin «L’altra, quella che mi interessa di più, è una fotografia non finita, dove chi guarda ha la possibilità di cominciare un proprio dialogo. È un invito: io ti porto in una direzione, ma il resto del viaggio lo fai tu».

«Le foto di Paolo Pellegrin ci interrogano, non danno risposte, ma obbligano alla responsabilità di vedere.» dice Giulia Cogoli, direttrice dei Dialoghi «Come un antropologo sul campo, Pellegrin documenta ciò che l’umanità sta facendo a sé stessa, le emozioni che eventi drammatici producono, ponendo l’essere umano al centro della sua arte».

Paolo Pellegrin è nato a Roma nel 1964 e vive a Londra.
Dopo aver studiato Architettura, il suo interesse si focalizza sulla fotografia e decide di iscriversi all’Istituto Italiano di Fotografia di Roma. Dopo dieci anni all’Agence Vu, entra a far parte di Magnum Photos come nominee nel 2001, diventando membro a pieno titolo nel 2005. Ha lavorato a contratto per Newsweek per dieci anni. Nella sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali: dieci World Press Photo; numerosi Photographers of the Year Awards; una Leica Medal of Excellence; un Olivier Rebbot Award; l’Hansel-Meith Preis e il Robert Capa Gold Medal Award. Nel 2006 gli viene riconosciuto il W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography. Le sue foto sono state esposte in numerosi musei e gallerie tra cui: La Maison Européenne de La Photographie; Rencontres d’Arles; San Francisco Museum of Modern Art; Triennale di Milano; Padiglione di Arte Contemporanea (PAC); Royal Museums of Fine Arts of Belgium; Corcoran Gallery of Art; MAXXI; Aperture Foundation Gallery; Foam Fotografiemuseum Amsterdam; Flo Peters Gallery; Galleria Carla Sozzani.

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