VENEZIA: 50 anni di Luna nuova

Pubblicato: 16/07/2019 da Redazione in Arti varie, Fotografia, Mostre, Veneto

Riccardo Roiter Rigoni-Moonwalkers.jpg
a cura di Anna Caterina Bellati e Antonella Nota
Venezia – Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826 (ACTV stop Zattere)
Un progetto di BELLATI EDITORE
Durata dell’esposizione 5 > 30 Agosto 2019
Data di vernissage: Venerdì 2 agosto, ore 18
ORARI: da Lunedì a Venerdì: 10 > 17 – Visite guidate su richiesta
Tel +39 3332468331 – E-mail: info@bellatieditore.com
Ingresso libero
Catalogo Bellati Editore

Artisti
Massimo Barlettani, Marco Bolognesi, Donato Frisia jr , Ettore Greco, Susanna Magrin, Mario Paschetta, Riccardo Roiter Rigoni, Alberto Salvetti, Marialuisa Tadei, Sara Teresano, Dany Vescovi, Alessandro Zannier , Dania Zanotto, Elisabetta Zanutto

Nell’inverno del 1609 che le cronache del tempo dicono molto rigido, Galileo Galilei decide di trascorrere “la maggior parte delle notti […] più al sereno et al discoperto, che in camera o al fuoco” (Opere, a cura di A. Favaro, Firenze, Barbera, ristampa 1968, p.302) per puntare il suo cannocchiale in direzione del cielo; e con quel gesto spalanca l’era della Nuova Scienza.

Nel 1969, cinquant’anni fa, l’Apollo 11 scende nel Mare della Tranquillità e Armstrong lascia la prima impronta umana sulla luna, inaugurando l’era della colonizzazione visiva e fisica della nostra galassia.

La luna è l’oggetto cosmico dirimpetto alla casa dove viviamo, la Terra. Lo sguardo della nostra razza le deve molto. Satellite e sorella, dea della caccia e sovrana delle notti per mare, collocata in uno spazio che da sempre dice come l’universo sia in alto e tutt’intorno a noi, la Luna compie nel 2019 cinquant’anni di consapevolezza. Non sappiamo se lei si renda conto di questo genetliaco magnifico, ma certo lo scorso 20 Luglio è stata un’occasione da parte nostra per ripensare, con la calma della distanza temporale, al significato dell’essere arrivati fin lì, a incontrare la vicina di casa alla quale Leopardi fa dire “Se io sono coltivata, io non me accorgo e le mie strade io non le veggo”. (Operette morali, Dialogo della Terra e della Luna, Napoli, 1835)

Il tema è vasto e percorre la storia del pensiero in senso filosofico, letterario, artistico, scientifico.

La mostra 50anni di Luna nuova affronta per sommi capi e attraverso la lettura e l’indagine di 14 artisti, tra scultori, pittori, fotografi e performer, come sia cambiato il nostro senso dell’essere qui e ora in un luogo preciso, la Terra, rispetto al cielo appena sopra di noi.
Le conoscenze intorno all’Universo sono nei secoli mutate e progredite e ancor più sono aumentate quelle riguardanti la compagna di viaggio del nostra pianeta. Da una percezione armoniosa e di contemplazione, siamo passati a una lettura in termini di spazio-tempo. Da luogo del sogno la Luna è anch’essa divenuta riferimento tecnologico e non è improbabile stia per compiere un altro passo, trasformando la propria condizione di cosa luminosa da guardare, a spazio fisico da abitare.

La mostra dice in filigrana la sua lunga storia leggendaria.

-Anna Caterina Bellati

Annunci

I commenti sono chiusi.