ROMA: Photologhìa – Raccontare con la luce

Pubblicato: 03/11/2019 da Redazione in Fotografia, Lazio, Mostre

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Un progetto fotografico di Raffaele Alecci.
A cura di Penelope Filacchione
9– 17 novembre 2019
ArtSharing Roma – Via Giulio Tarra 64 – 00151
Vernissage: sabato 9 novembre h.17.
Finissage: 17 Novembre. Alle  h.18.00,  talk con l’artista: “Commutare il tempo”.
Orari di apertura: da martedì a venerdì h.16.00-20.00. Sabato 10.30-13.00 / 16.00-20.30,  domenica 16.30-20.30
Lunedì chiuso. Aperture su appuntamento per collezionisti
Contatti:  338-9409180 artsharing.roma@gmail.com

“[…] Chi avrebbe creduto, pochi mesi fa, che la luce, essere impenetrabile, intangibile, imponderabile, privo insomma di tutte le proprietà della materia, avrebbe assunto l’incarico del pittore disegnando propriamente di per sé stessa e con la più squisita maestria quelle eteree immagini che l’arte si sforzava invano di arrestare? […]”
Macedonio Melloni, Relazione intorno al dagherrotipo (12 novembre 1839)

A centottant’anni dall’annuncio ufficiale dell’invenzione di Daguerre, la fotografia è oggi al contempo uno strumento a portata di tutti e un’arte a portata di pochi. Sì, perché a dispetto della tecnologia che invade il web di una quantità di immagini autoprodotte mai vista nel passato, dal compiere l’azione di catturare un’immagine a creare arte c’è un’azione di pensiero lunga e meditata.
Nonostante Henri Cartier Bresson affermasse che “La fotografia è un’azione immediata; il disegno una meditazione”, lui stesso aveva affinato una tale immediatezza di relazione tra meditazione e azione da sapere esattamente e istintivamente quando scattare.
L’apparecchio è come il pennello: a ciascuno il suo, secondo la tecnica più congeniale per raccontare visivamente in un certo modo.
Il ritorno alle antiche tecniche in fotografia è cosa recente, per qualcuno anche anacronistica. Eppure, come il libro d’artista sta restituendo nella sua manualità una dignità d’arte all’incisione – che della fotografia è la prozia – , così la sperimentazione con mezzi moderni sulle tecniche antiche della fotografia fa parte della ricerca di quella “verità artigiana” che prevale attualmente in molti campi dell’arte.
La mostra di Raffaele Alecci si muove su questo doppio binario. Racconta con la luce, presentando cianotipie, anaglifi, fotografie retroilluminate, stampe su carte diverse, sia partendo da vecchie fotografie reinterpretate, sia da nuovi scatti da lui stesso realizzati ad hoc per questa mostra, mettendo in gioco contemporaneamente antiche tecniche e nuove tecnologie, facendo interagire le possibilità del presente (led, stampa su superfici non convenzionali etc.) con l’eredità originaria dell’Ottava arte.

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