ROMA: Levitas

Pubblicato: 04/12/2019 da Staff in Fotografia, Lazio, Mostre

201912_A.TIMOSSI_Levitas
di Alberto Timossi
A cura di Giuseppe Capparelli
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – Roma)
Inaugurazione (alla presenza dell’artista): giovedì 5 dicembre 2019, ore 19.00-22.00
Fino a martedì 7 gennaio 2020 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica, festivi e fuori orario: su appuntamento
Giorni di chiusura eccezionale della galleria: lunedì 9, martedì 17, giovedì 19 dicembre 2019 (scrivere o telefonare per aggiornamenti)
Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 310, 542; metro: linea B, f.Bologna (da P.Bologna: 400 m lungo V.Livorno o V.M.di Lando)
Informazioni: info@galleriagallerati.it, http://www.galleriagallerati.it, http://www.albertotimossi.com
Via Apuania, 55 | I-00162 Roma | Tel . +39.06.44258243 | Mob. +39.347.7900049

Carlo Gallerati è lieto di presentare Levitas, una mostra personale di Alberto Timossi a cura di Giuseppe Capparelli, con sculture, disegni e fotografie.
“Con la mostra Levitas, ospitata negli spazi della Galleria Gallerati, Alberto Timossi presenta al pubblico gli esiti di una serie di lavori realizzati in varie fasi del suo percorso artistico. Il suo ragionamento prende le mosse dall’installazione ambientale Fata Morgana / Dentro l’Antropocene eseguita nel 2017 presso il Lago di Col d’Olen in Valle d’Aosta. Qui, come in molte altre sue installazioni, l’attenzione dell’artista è focalizzata sulle problematiche legate ai mutamenti climatici. Grazie alla sua particolare sensibilità, Timossi pone una sorta di sottolineatura, in termini estetici, sui danni perpetrati dall’umanità all’ecosistema. Come evoluzione consequenziale a questa installazione sono seguiti i lavori Fata Morgana / Fonte sospesa del 2018, nella Fontana della Minerva presso l’Università La Sapienza di Roma e Segnacoli, realizzata nel corso del 2019 nel kothon, vasca sacra di origine fenicia, del parco archeologico dell’Isola di Mozia in Sicilia. L’elemento di raccordo di questi lavori ambientali, eseguiti nell’ultimo triennio, è la presenza dell’acqua che entra a far parte delle opere, o nella forma di ecosistemi idrici naturali o come bacini realizzati artificialmente. In questa occasione l’artista agisce sui volumi della galleria come se fossero essi stessi una vasca di contenimento; lavorando così in absentia, questo alveo immaginario è caricato non più da fluidi, ma dai flussi dei visitatori che metaforicamente ne rappresentano il contenuto. Gli elementi in PVC, nati per essere impiantati nell’acqua, divengono così elementi di attraversamento di leggerezze, di immagini oniriche sospese, di levitas, per l’appunto. A coronamento dell’installazione, l’artista espone per la prima volta i bozzetti di questi interventi, nei quali è racchiusa l’idea primigenia del progetto, e a essi accosta le opere fotografiche che egli stesso ha realizzato come atto finale di registrazione e di narrazione di opere temporanee, non più fruibili, ma evocate e percepibili ormai attraverso gli occhi dell’artista.” (Giuseppe Capparelli)

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