BOLOGNA: Timeless shapes

Pubblicato: 06/09/2021 da Staff in Emilia Romagna, Fotografia, Mostre


di Andrea Benetti
Curatrice: Elisa Mazzagardi
Catalogo qudulibri edizioni – ISBN 978-88-99007-90-4
testi di Stefano Bonaga, Andrea Benetti, Gregorio Rossi, Corrado Rozzi
Spazio espositivo: Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna – Viale Aldo Moro, 50 – 40127 – Bologna
Durata della mostra: dal 28.09 al 12.10.2021
Data di vernissage: 28.09.2021 ore 11:00
Orari di apertura: 09:00 – 18:00 dal lunedì al venerdì
Ingresso libero

Con “Timeless shapes”, Andrea Benetti vuole mettere in risalto l’origine preistorica dell’arte astratta, sottolineando come fosse diffuso in essa l’uso di simboli ricorrenti, paragonabile all’uso odierno dell’iconografia digitale. Benetti ispira la propria arte alla pittura rupestre, evidenziando come essa contenesse già in sé le future tendenze artistiche della pittura contemporanea, sviluppate dall’uomo nel corso della storia, partendo dagli albori, fino ad arrivare al ‘900 con l’astrattismo. Lo stesso Picasso, in visita alle celebri grotte della Cantabria, disse: «Dopo Altamira, tutto è decadenza».
I principali misteri che animano la curiosità e la fantasia di Andrea Benetti sono i motivi che spingevano l’uomo primitivo alla necessità di dipingere e la modalità ed i luoghi in cui spesso le pitture erano realizzate, ovvero all’interno di cunicoli angusti e privi di luce naturale, nei quali le opere create, difficilmente sarebbero state apprezzate da qualcuno, vista anche la posizione recondita in cui erano eseguite. Erano destinate, perciò, a non essere apprezzate da nessuno, al contrario di oggi, in cui si creano eventi e mostre e si fa di tutto per far conoscere il proprio operato artistico. Un altro mistero affascinante è legato alla presenza nella pittura rupestre di forme simili a dischi volanti, o ad alieni. Queste figure, innegabilmente presenti nell’arte delle origini, aprono squarci su teorie ed ipotesi, come quella degli “antichi astronauti”, che a prescindere dalla loro credibilità, donano alla Preistoria e, nella fattispecie, all’origine dell’uomo, un alone di fascino e di mistero raramente riscontrabile in altri periodi della storia umana. E così via, passando da un mistero all’altro, Andrea Benetti si diverte a creare queste “forme senza tempo”, che a volte sono mutuate dalla pittura rupestre, mentre altre volte sono completamente inventate, magari partendo dalla distorsione di un simbolo, o la rivisitazione di una forma senza tempo.

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