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La Fondazione MAST presenta una selezione di grandi immagini a colori del fotografo tedesco realizzate a partire dal 2007 nei siti industriali e di ricerca scientifica di tutto il mondo che rappresentano l’avanguardia, la sperimentazione e l’innovazione nelle attività umane. (altro…)

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BOLOGNA: mostra “Pendulum” al MAST

Pubblicato: 13/10/2018 da Admin in Emilia Romagna, News
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PENDULUM
MERCI E PERSONE IN MOVIMENTO. IMMAGINI DALLA COLLEZIONE DI FONDAZIONE MASTMAST.GALLERY, BOLOGNA, 4 OTTOBRE 2018 – 13 GENNAIO 2019

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Mario De Biasi – Gamba de legn, Milano, 1951 – Stampa ai sali d’argento / gelatin silver print, 45,7 × 55 cm © Archivio Mario De Biasi – Courtesy of Mondadori Portfolio

URS STAHEL, CURATORE DELLA PHOTOGALLERY E DELLA COLLEZIONE MAST

Il mondo di oggi è una sfida alla memoria e alla forza di gravità. Tutto sembra essere in movimento. Allo sviluppo seguono la produzione, il trasporto, la vendita, la diversificazione, la cessione, la riacquisizione, il cambiamento di nome, la delocalizzazione, la sostituzione di quadri e dirigenti e infine la fusione. E poi il gioco ricomincia da capo, con velocità doppia, rischio più elevato e migliori potenzialità di profitto. Ogni business plan vede la luce già provvisto della data di scadenza. (altro…)

 

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La Fondazione MAST presenta per la prima volta in Italia una mostra interamente dedicata all’opera che il fotografo americano W. Eugene Smith (1918-1978) ha realizzato a partire dal 1955 su Pittsburgh, (Pennsylvania, USA), la città industriale più famosa del primo Novecento. (altro…)

MAST.GALLERY, BOLOGNA, 31 GENNAIO – 1 MAGGIO 2018

Sarah Cwynar 4. Trac#FF7460

Sarah Cwynar – Tracy, griglia (dal verde al rosso), dalla serie “La fabbrica del colore”, 2017 / Tracy Grid (Green to Red), from the series “Colour Factory,” 2017 © Sarah Cwynar

La selezione biennale di giovani fotografi promossa e organizzata da G.D e dal gruppo Coesia giunge quest’anno alla quinta edizione in una veste rinnovata, a partire dal nome. I due vincitori ex-aequo della quinta Edizione del concorso: Sarah Cwynar (Canada) e Sohei Nishino (Giappone).

Sara Cwynar (Canada), in Colour Factory, che comprende un cortometraggio e diversi lavori fotografici, si serve di vari artefatti per esaminare in dettaglio i sistemi profondamente radicati che inconsciamente guidano i nostri comportamenti come consumatori di immagini e prodotti commerciali. Il suo maggior interesse  è “il modo in cui le immagini con il tempo si trasformano, si accumulano, perdurano e cambiano di significato e valore”. Il suo lavoro riguarda le ingrate tradizioni della bellezza nei confronti delle donne e dei loro sforzi per migliorare o manipolare il proprio aspetto.

Sohei Nishino (Giappone) reduce da diversi viaggi in tutto il mondo di cui individua il fulcro nell’acqua, presenta un reportage sul fiume Po. Partendo dal Monviso, è sceso a Torino e ha viaggiato verso l’Adriatico, incontrando sul lungofiume gente e paesaggi molto vari: pescatori, bambini, donne, sì è confuso tra di loro ascoltandone le storie e scattando moltissime fotografie. Tornato in Giappone ha sviluppato centinaia di rullini, tagliandoli e incollandoli su una gigantesca tela. Ne ricava un paesaggio deformato, dove il Po serpeggia come se fosse vivo.

Nata alcuni anni fa per sostenere i talenti emergenti della fotografia – spiega Isabella Serágnoli, Presidente Fondazione Mast – e al tempo stesso dare inizio, attraverso la promozione e l’acquisizione delle opere dei partecipanti, a una raccolta di visioni contemporanee dell’industria e del lavoro, la competizione è stata ideata e portata avanti quando l’identità, la funzione e il significato della Fondazione MAST, nonché l’edificio che la ospita, prendevano progressivamente forma.

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La Fondazione MAST presenta per la prima volta in Italia un’esposizione personale della fotografa indiana Dayanita Singh, una delle figure più rilevanti della fotografia contemporanea. La mostra resterà aperta sino all’8 gennaio 2017 e l’ingresso è gratuito per cui non ci sono scuse per non conoscere questa brava fotografa indiana e le sue belle foto in bianconero (alcune foto sono anche a colori) stampate nel formato quadrato che tanto ha affascinato generazioni di fotografi ma, attenzione, il formato quadrato non è un vezzo: le foto di Dayanita Singh nascono quadrate e la fotografa ama scattare ancora in analogico con la sua Hasselblad e le pellicole in bianconero. Ricorda con tenerezza la sua prima fotocamera, la vecchia Zeiss Ikon della mamma con la quale cominciò a fotografare in famiglia e scoprì la sua passione ed il suo talento.

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Il resto dell’articolo, con numerose fotografie, è su Nadir Magazine.