Posts contrassegnato dai tag ‘sensore Foveon’

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I prodotti belli sono sempre di nicchia e spesso è il prezzo a farli essere tali: potersi permettere un prodotto ottimo e costoso significa automaticamente dichiarare “Io posso permettermelo e tu no. Io faccio parte di un gruppo di eletti al di là del fatto che sappia trarne il massimo”. Che si porti al polso o al collo, che si utilizzi per andare al prendere il caffè al bar arrivando dal garage 300 metri più il là, che si adoperi solo per scaricare la posta e scrivere messaggi su WhatsApp, il fascino di determinati oggetti è indiscutibile: sono prodotti di gran classe ed elevata qualità il cui nome basta da solo a suscitare emozioni ed invidia. (altro…)

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Il sensore Foveon è l’unico sensore al mondo che si comporta come la pellicola, vale a dire che lavora coi pixel RGB disposti su strati diversi anziché alternati sullo stesso strato (sensore di tipo Bayer).

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Una rivoluzione non da poco perché in tal modo ogni pixel riceve tutte le informazioni e le somma con quelle dei pixel sottostanti anziché doverle mediare con quelle dei pixel adiacenti. Questo è il motivo per cui la risoluzione nominale del Foveon si reputa corrispondente a quella di un sensore Bayer tre volte superiore o, viceversa, la risoluzione di quest’ultimo deve essere dimezzata per arrivare ad una certa equivalenza. (altro…)

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Il Foveon non gode di una buona reputazione per le foto notturne e la cosa è dovuta soprattutto al rumore di crominanza verde che è visibile nelle aree più scure, per esempio nel cielo nero o nelle ombre più scure. Il verde può essere anche causato dai riflessi delle luci dei lampioni esattamente come, di giorno, avviene con quelli provocati dal sole. Di giorno si può aggirare il problema eliminando il sole dall’inquadratura (del resto, con tanti obiettivi anche di marchi famosi a volte è impossibile fotografare a causa dello scarso trattamento antiriflessi), ma di notte è più difficile in quanto i lampioni sono praticamente  inevitabili nelle foto notturne urbane. Su Nadir Magazine si è già parlato dei riflessi verdi e della possibilità di eliminarli in buona parte o del tutto stesso con Sigma Photo Pro alla fine del test approfondito della Sigma sd Quattro ed ora si torna sull’argomento con un piccolo incontro “ad hoc”.

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Non basta usare il Foveon per una settimana od un mese per conoscerlo a fondo e scrivere un test esauriente e preciso: non c’è professionalità che possa aiutare nel cambiare repentinamente il modo di pensare e di trattare le foto dal sensore a mosaico, quello di Bayer, a quello a strati, il Foveon. E’ un modo di pensare che ormai, con il Bayer, è stato acquisito sin dalla nascita del digitale e tutti i programmi di fotoritocco sono ottimizzati per la massima resa coi file generati da questo tipo di sensore. Il Foveon montato nelle fotocamere Sigma, l’unico sensore al mondo a funzionare a strati come la pellicola, va conosciuto a fondo ed usato con cognizione di causa tutti i giorni perché, se da una parte c’è l’ineguagliabile ed evidente qualità contro qualsiasi sensore di Bayer anche di formato superiore, dall’altra ci sono tanti limiti e piccole idiosincrasie che possono renderne frustrante l’utilizzo e vanificare del tutto le potenzialità.

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Su Nadir Magazine sono stati pubblicati numerosi articoli sulle fotocamere Sigma dotate di sensore Foveon (ricordiamo quelli della SD1 Merrill, della sd Quattro “normale” e della sd Quattro H), a cura di Rino Giardiello che utilizza professionalmente da anni le sue fotocamere con sensore Foveon insieme ad altre fotocamere con sensore a mosaico conoscendo bene pregi e difetti dei due mondi. “La fotocamera giusta per le giuste necessità” – dichiara Rino Giardiello – e questa semplice e scontata considerazione è, invece, il motivo per cui molti fotografi, sia professionisti che appassionati, hanno un immediato feeling negativo durante le prove effettuate presso un negoziante o nei recenti workshop organizzati dallo stesso Giardiello (di recente si è tenuto il 2° Incontro Foveon sul ritratto ambientato in bianconero nella splendida località di Caramanico).

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Il primo impatto negativo si ha già provando a scattare, per esempio, con una recentissima fotocamera Sigma sd Quattro (APS-C o APS-H): per quanto solida ed ottimamente rifinita, è una fotocamera lenta – comparata a qualsiasi altra fotocamera odierna – nel mettere a fuoco e scattare. C’è poco da fare salvo accettare questo fatto e tornare ad anticipare lo scatto come si faceva una volta, godendo tra l’altro di una messa a fuoco molto precisa, o rinunciare a cogliere l’attimo: le Sigma non sono comunque fotocamere per le foto d’azione, ma per situazioni meno dinamiche nelle quali non si potrà fare a meno di apprezzare la qualità molto simile a quella di una recente medio formato digitale.

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Con le recenti Sigma sd Quattro H e sorellina minore con sensore APS-C (aggiornamento firmware 1.04) è arrivata la grande novità del salvataggio delle foto in formato DNG, il negativo digitale inventato da Adobe che si pone come “RAW universale”. Un grande passo in avanti per gli utenti Sigma, visto che il RAW delle loro fotocamere – X3F – può venire aperto e sviluppato solo dal programma specifico Sigma Photo Pro, attualmente giunto alla versione 6.5.3, scaricabile gratuitamente dal sito Sigma Global Vision.

Sigma Photo Pro è sempre stato il miglior programma per spremere tutta la qualità dai file del Foveon (Sigma conosce bene il suo sensore), ma è lentissimo, con una confusa traduzione in Italiano (meglio usarlo in inglese) e non va oltre le funzioni principali di correzione. Il DNG, pur pesando il doppio del corrispondente X3F, si apre in un secondo con qualsiasi programma di fotoritocco, in particolare Photoshop, Lightroom e Adobe Camera RAW (cosa scontata visto che fanno parte tutti della grande famiglia Adobe).

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Nonostante il file X3F sia a 14 bit e contenga più informazioni del DNG che è a “soli” 12 bit, sembra che, in situazioni estreme, sia possibile tirar fuori più informazioni dal DNG, in particolare per quanto riguarda le alte luci.

Sarà proprio così? Con le consuete prove sul campo, Rino Giardiello ha messo alla prova in situazioni volutamente estreme le foto salvate in X3F e DNG. Chi sarà il vincitore? Quale formato conviene adoperare per ottenere la massima qualità dalle foto scattate con la Sigma sd Quattro H e qualsiasi altra fotocamera Sigma in grado di salvare anche in formato DNG grazie agli ultimi aggiornamenti firmware?

L’articolo comparativo DNG vs X3F pubblicato su Nadir Magazine è qui.

Il test sul rumore e l’auto binning è qui.

Su Nadir Magazine le prime impressioni sulla Sigma sd Quattro H, la mirrorless dotata di sensore Foveon formato APS-H (più grande dell’APS-C e più piccolo del Full Frame). Una prima prova sul campo durante il recente 2° Incontro Foveon a Caramanico. Il test definitivo verrà effettuato durante l’estate.

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Un interessante articolo per aiutare nella scelta tra le varie fotocamere Sigma.

TEST APPROFONDITO DELLA SIGMA SD QUATTRO

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Su Nadir Magazine di oggi, la seconda ed ultima parte del test della Sigma sd Quattro, senz’altro uno dei più approfonditi che siano stati pubblicati. Il test di Rino Giardiello, dopo diversi mesi di uso quotidiano della Sigma sd Quattro, ha messo in evidenza il problema dei riflessi verdi del sensore Foveon Quattro in alcune situazioni di luce ed a impegnarsi a trovare la soluzione per eliminarli del tutto o in buona parte. Se siete interessati a capire meglio il mondo Foveon ed il comportamento reale su strada della Sigma sd Quattro, questo è l’articolo giusto. (altro…)

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Si è concluso con successo il 1° incontro Foveon organizzato a Pescara l’8 dicembre 2016 da Nadir Magazine e tenuto da Rino Giardiello, esperto utilizzatore delle fotocamere dotate di sensore Foveon in campo professionale, e Paolo Iammarrone, fotografo professionista che ha messo a disposizione il suo studio e spiegato l’utilizzo delle luci nel ritratto.

Per rendere più “leggero” un incontro che altrimenti sarebbe stato soprattutto tecnico e tramutare la teoria in realtà pratica sul campo, erano presenti due belle modelle – Zina e Natalia – truccate in maniera creativa dalla make-up artist Natalia Yastremskaia. (altro…)

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Nadir Magazine organizza a Pescara il Primo incontro Abruzzese sulle fotocamere Sigma dotate di sensore Foveon ed il loro utilizzo sul campo. L’incontro è gratuito ed avverrà nello studio del fotografo Paolo Jammarrone, in pieno centro ed a pochi passi dalla stazione Centrale.

Rino Giardiello, fotografo professionista ed esperto utilizzatore di fotocamere dotate di sensore Foveon, spiegherà le caratteristiche e le diverse opportunità offerte da questo straordinario sensore, perché è in grado di offrire una nitidezza superiore a quella dei sensori tradizionali e come sfruttarlo al massimo sia in fase di ripresa che di postproduzione col programma dedicato Sigma Photo Pro. I partecipanti potranno provare personalmente la Sigma sd Quattro con alcune delle migliori ottiche Sigma della serie Art tra cui l’incredibile 50-100 F/1.8. (altro…)