Posts contrassegnato dai tag ‘Sigma sd Quattro H’

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Con la nuova generazione di sensori Foveon Quattro, Sigma ha introdotto una nuova modalità di scatto chiamata SFD. “SFD” sta per “Super Fine Detail” e, grazie a 7 scatti consecutivi con diverse esposizioni, migliora notevolmente la pulizia dell’immagine, scompare quasi del tutto il rumore e viene incrementata la gamma dinamica. Le immagini che si ottengono sono mozzafiato e competono con quelle ottenute con le migliori fotocamere di medio formato che costano molto di più. Un risultato incredibile per il piccolo sensore Foveon! (altro…)

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I fotografi, da sempre, cercano di ottenere la massima qualità per le loro fotografie. Gli accorgimenti da seguire sono tanti, ma – a parte quelli legati alla bravura del fotografo ed alla sua esperienza – ci sono quelli di natura tecnica.

Quindi ottime fotocamere con ottimi obiettivi, ottime pellicole di bassa sensibilità una volta ed ottimi sensori oggi. Ma non basta: oltre alla qualità di pellicole e sensori, contano le loro dimensioni e, in linea generale, a sensore di maggiori dimensioni dovrebbe corrispondere una maggiore qualità come una volta avveniva con le pellicole. Questa regola è ancora valida? (altro…)

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E la notte si fece giorno. Il Godox V860 II è un flash molto compatto ed economico in rapporto alle prestazioni, la potenza e l’ottima realizzazione.

Su Nadir Magazine il test del Godox V860 II, definito un ottimo flash dalla vocazione professionale che può sostituire i flash originali spendendo meno della metà.

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I recenti problemi delle Sigma sd Quattro ed sd Quattro H dovuti all’eccessiva riduzione del rumore di luminanza (con la conseguente riduzione della nitidezza del file) anche nelle ottime JPG in camera sembrano essere stati risolti, come regalo di Natale, con questi aggiornamenti firmware rilasciati da Sigma proprio oggi.

Si possono scaricare le ultime versioni firmware – 1.08 per la sd Quattro “liscia” e 1.04 per la H – direttamente dal sito Sigma Global Vision con tutte le istruzioni per l’aggiornamento. Le note di rilascio sono molto stringate e parlano solo di “It has improved the image quality of the displayed files, when checked on the main display or through the viewfinder or output via HDMI”, ma – nella pagina successiva – si parla proprio del problema dell’eccesso di riduzione del rumore:  (altro…)

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Conoscete i Bigoli Mori? Si tratta di una tradizionale pasta vicentina e la brava chef taiwanese Kate Chung ha appena pubblicato una ghiotta ricetta dal gusto asiatico su GhiottaMente utilizzando quelli di farina integrale del Pastificio Artusi. (altro…)

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Il Foveon non gode di una buona reputazione per le foto notturne e la cosa è dovuta soprattutto al rumore di crominanza verde che è visibile nelle aree più scure, per esempio nel cielo nero o nelle ombre più scure. Il verde può essere anche causato dai riflessi delle luci dei lampioni esattamente come, di giorno, avviene con quelli provocati dal sole. Di giorno si può aggirare il problema eliminando il sole dall’inquadratura (del resto, con tanti obiettivi anche di marchi famosi a volte è impossibile fotografare a causa dello scarso trattamento antiriflessi), ma di notte è più difficile in quanto i lampioni sono praticamente  inevitabili nelle foto notturne urbane. Su Nadir Magazine si è già parlato dei riflessi verdi e della possibilità di eliminarli in buona parte o del tutto stesso con Sigma Photo Pro alla fine del test approfondito della Sigma sd Quattro ed ora si torna sull’argomento con un piccolo incontro “ad hoc”.

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Non basta usare il Foveon per una settimana od un mese per conoscerlo a fondo e scrivere un test esauriente e preciso: non c’è professionalità che possa aiutare nel cambiare repentinamente il modo di pensare e di trattare le foto dal sensore a mosaico, quello di Bayer, a quello a strati, il Foveon. E’ un modo di pensare che ormai, con il Bayer, è stato acquisito sin dalla nascita del digitale e tutti i programmi di fotoritocco sono ottimizzati per la massima resa coi file generati da questo tipo di sensore. Il Foveon montato nelle fotocamere Sigma, l’unico sensore al mondo a funzionare a strati come la pellicola, va conosciuto a fondo ed usato con cognizione di causa tutti i giorni perché, se da una parte c’è l’ineguagliabile ed evidente qualità contro qualsiasi sensore di Bayer anche di formato superiore, dall’altra ci sono tanti limiti e piccole idiosincrasie che possono renderne frustrante l’utilizzo e vanificare del tutto le potenzialità.

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Su Nadir Magazine sono stati pubblicati numerosi articoli sulle fotocamere Sigma dotate di sensore Foveon (ricordiamo quelli della SD1 Merrill, della sd Quattro “normale” e della sd Quattro H), a cura di Rino Giardiello che utilizza professionalmente da anni le sue fotocamere con sensore Foveon insieme ad altre fotocamere con sensore a mosaico conoscendo bene pregi e difetti dei due mondi. “La fotocamera giusta per le giuste necessità” – dichiara Rino Giardiello – e questa semplice e scontata considerazione è, invece, il motivo per cui molti fotografi, sia professionisti che appassionati, hanno un immediato feeling negativo durante le prove effettuate presso un negoziante o nei recenti workshop organizzati dallo stesso Giardiello (di recente si è tenuto il 2° Incontro Foveon sul ritratto ambientato in bianconero nella splendida località di Caramanico).

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Il primo impatto negativo si ha già provando a scattare, per esempio, con una recentissima fotocamera Sigma sd Quattro (APS-C o APS-H): per quanto solida ed ottimamente rifinita, è una fotocamera lenta – comparata a qualsiasi altra fotocamera odierna – nel mettere a fuoco e scattare. C’è poco da fare salvo accettare questo fatto e tornare ad anticipare lo scatto come si faceva una volta, godendo tra l’altro di una messa a fuoco molto precisa, o rinunciare a cogliere l’attimo: le Sigma non sono comunque fotocamere per le foto d’azione, ma per situazioni meno dinamiche nelle quali non si potrà fare a meno di apprezzare la qualità molto simile a quella di una recente medio formato digitale.

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Con le recenti Sigma sd Quattro H e sorellina minore con sensore APS-C (aggiornamento firmware 1.04) è arrivata la grande novità del salvataggio delle foto in formato DNG, il negativo digitale inventato da Adobe che si pone come “RAW universale”. Un grande passo in avanti per gli utenti Sigma, visto che il RAW delle loro fotocamere – X3F – può venire aperto e sviluppato solo dal programma specifico Sigma Photo Pro, attualmente giunto alla versione 6.5.3, scaricabile gratuitamente dal sito Sigma Global Vision.

Sigma Photo Pro è sempre stato il miglior programma per spremere tutta la qualità dai file del Foveon (Sigma conosce bene il suo sensore), ma è lentissimo, con una confusa traduzione in Italiano (meglio usarlo in inglese) e non va oltre le funzioni principali di correzione. Il DNG, pur pesando il doppio del corrispondente X3F, si apre in un secondo con qualsiasi programma di fotoritocco, in particolare Photoshop, Lightroom e Adobe Camera RAW (cosa scontata visto che fanno parte tutti della grande famiglia Adobe).

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Nonostante il file X3F sia a 14 bit e contenga più informazioni del DNG che è a “soli” 12 bit, sembra che, in situazioni estreme, sia possibile tirar fuori più informazioni dal DNG, in particolare per quanto riguarda le alte luci.

Sarà proprio così? Con le consuete prove sul campo, Rino Giardiello ha messo alla prova in situazioni volutamente estreme le foto salvate in X3F e DNG. Chi sarà il vincitore? Quale formato conviene adoperare per ottenere la massima qualità dalle foto scattate con la Sigma sd Quattro H e qualsiasi altra fotocamera Sigma in grado di salvare anche in formato DNG grazie agli ultimi aggiornamenti firmware?

L’articolo comparativo DNG vs X3F pubblicato su Nadir Magazine è qui.

Il test sul rumore e l’auto binning è qui.

Su Nadir Magazine le prime impressioni sulla Sigma sd Quattro H, la mirrorless dotata di sensore Foveon formato APS-H (più grande dell’APS-C e più piccolo del Full Frame). Una prima prova sul campo durante il recente 2° Incontro Foveon a Caramanico. Il test definitivo verrà effettuato durante l’estate.

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Domenica 4 giugno si è tenuto il 2° incontro Foveon in Abruzzo. Questa volta niente foto in studio come nel primo incontro, quindi con la facilità delle luci sotto controllo nella sala di posa, ma una situazione sul campo, per giunta in una splendida giornata di sole che, ai fini del ritratto, ha reso tutto più difficile. Il reportage completo del workshop è su Nadir Magazine.

2° Incontro Foveon in Abruzzo. Workshop ritratto ambientato

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RITRATTO AMBIENTATO IN BIANCONERO
L’incontro si terrà in una suggestiva scenografia di case coloniche abbandonate in una frazione di Caramanico in provincia di Pescara.

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Saranno presenti la make-up artist Natalia Yastremskaia e due modelle a disposizione dei partecipanti che potranno utilizzare la propria attrezzatura oltre a provare il Foveon in modalità Monochrome con la nuova Sigma sd Quattro H ed alcuni prestigiosi obiettivi Sigma della serie Art. I partecipanti in possesso di una fotocamera Sony con innesto E potranno provare gli obiettivi Sigma sulle loro fotocamere grazie all’adattatore Sigma MC-11.

Rino Giardiello, direttore di Nadir Magazine ed esperto utilizzatore delle fotocamere Sigma dotate di sensore Foveon, spiegherà le grandi potenzialità del sensore Foveon nella fotografia in bianconero, l’uso dei filtri incorporati in camera o in fase di postproduzione utilizzando Sigma Photo Pro.

Paolo Iammarrone, fotografo professionista, spiegherà l’uso del potente e versatile flash professionale Godox Witstro AD360 in luce diurna.  (altro…)