Sigma-14-24-art

Su Nadir Magazine è stata pubblicata la prova pratica del nuovo Sigma 14-24 F/2.8 DG DN della prestigiosa serie Art. Il nuovo 14-24 è stato riprogettato ed ottimizzato per la resa sulle fotocamere mirrorless a tiraggio corto come le Sony A7, Panasonic, Leica e Sigma fp (baionetta L-Mount). Oltre ad essere ben più piccolo e leggero rispetto al fratello progettato per le fotocamere reflex, il nuovo Sigma 14-24/2.8 offre una resa straordinaria alla focale più corta, un’ottima nitidezza e correzione da tutte le aberrazioni. Leggi il seguito di questo post »

(r)esistiamo

Pubblicato: 14/05/2020 da Staff in Arti varie, Fotografia, Lazio, Mostre, News, Web

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(r)esistiamo – web exhibition. A cura di Penelope Filacchione
La mostra sul web che diventerà reale alla fine della quarantena
15 maggio ore 18.00 – 19.30 vernissage online con gli artisti

(r)esistiamo – web exhibition è una mostra nata nel tempo della quarantena, con lo scopo di fare rete tra artisti e prepararci a resistere a ciò che verrà. #r_esistiamo è l’hashtag della mostra: ciascun artista lo interpreta a suo modo, perché ciascuno resiste come può. Si è voluto porre l’accento sul dopo, non sul virus o sull’isolamento, ma su come si può continuare a progettare il futuro nel mondo delle gallerie indipendenti e degli artisti, finora esclusi da qualsiasi accenno di sostegno pubblico. Leggi il seguito di questo post »

LEONARDO LISI: Inquietudine fotografica

Pubblicato: 14/05/2020 da Staff in News, Web

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www.lisileonardo.it

E’ da poco online il sito “Inquietudine fotografica”( http://www.lisileonardo.it ) del fotografo Leonardo Lisi, dedicato ai temi sociali più reconditi con una note di inquietudine.
Da segnalare l’ultimo lavoro, DIPENDENZA, in collaborazione con lo scrittore Alberto Becherini (www.albertobecherinistorie.org). Un tema, quello della dipendenza da alcool e droga, affrontato attraverso sette foto forti accompagnate da testi altrettanto suggestivi.

Anime vuote
Quando finisce il tormento ecco che siamo pronti al ballo in maschera. Guardami nella foto. Usa gli occhi che porti sulle spalle, incavati nelle orbite che eseguono gli ordini del tuo pensiero sciocco. Lascia indietro il pensiero, fosse anche solo per una volta. Guardami e riconosci chi, dietro questi volti, tu da sempre conosci. Non ti è possibile dici? Eppure sono io. Quello che ti ha rapito al rumore sordo della tua vita inerme, distrutto il paradiso terrestre che era il tuo armamentario, e scarnificato perfino il terrore che avevi di te. Che ti ha rubato tutto tranne la morte, l’ultimo bene che ci è rimasto indisponibile. Guardami senza vergogna e guardami in mezzo a costoro, ché finirà presto anche questo giro di valzer tra maschere sedute.

(estratto dal progetto DIPENDENZA)

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A distanza di due anni dall’uscita di “Rarefaction”, Carlo Riggi pubblica un nuovo libro: “Il Segno e la Forma. I fondamenti della Fotografia Transfigurativa”, per i tipi de Ilmiolibro.it. Un saggio breve, composto per metà di testo e per metà di foto, con una bella nota finale di Giuseppe Pagano.

L’autore descrive il suo modo di concepire la fotografia, nello stile evocativo e immaginifico che abbiamo già conosciuto in altri suoi libri e articoli, con rimandi puntuali alla sua formazione psicoanalitica. Questa volta però con un’ambizione diversa, quella di costituire una vera e propria corrente artistica, quella appunto della Fotografia Transfigurativa, di cui il libro rappresenta il Manifesto.

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“Transfigurare significa andare oltre la rappresentazione, la fotografia è per definizione legata al dato di realtà, ma non trova in esso il suo limite ultimo, semmai lo spunto per avviare derive di significato riguardanti ad un tempo le istanze emozionali dell’autore e i loro ritrovamenti nel campo dei percetti”. Ritroviamo dunque sviluppati i temi forti del pensiero di Riggi, la sua idea di fotografia come pensiero e ricerca di senso, la sua vicinanza alla dimensione del sogno e, in più, la collocazione di questo approccio all’interno di una riconoscibile cornice artistica, ancor più esplicitata dalla seconda parte del libro, che ospita il catalogo di immagini.

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Abbiamo colto l’occasione dell’uscita del libro per porre qualche domanda all’autore.

Sapevamo che non avresti resistito a lungo. Era stato troppo strano vedere un tuo libro senza parole.
“Rarefaction” è stato un passaggio importante, è come se un gorgo di istanze, ancora preverbali, fosse emerso e avesse bisogno di una rappresentazione totalmente delegata alle immagini. Nel frattempo, mentre lo realizzavo, si andava delineando dentro di me con maggior precisione l’idea di fotografia che oggi ha trovato una più compiuta descrizione in questo libro.

Parlaci di questa corrente.
Faccio due premesse. La prima è che per me la fotografia è, senza mezzi termini, una forma d’arte, nonostante molti fotografi mostrino una certa ritrosia verso questa definizione. La seconda è che mi rendo perfettamente conto che inaugurare una corrente artistica sia un’operazione a metà tra la temerarietà e il delirio. Detto questo, io ho provato a mettere nero su bianco una possibilità di fotografia che appartiene a me, ma che riconosco anche in molti altri autori. Una necessità di andare oltre la mera ricerca estetica, che guardi alla fotocamera come un potente strumento di indagine introspettiva.

Il sottotitolo di Rarefaction era “La mia battaglia contro la bellezza”.
Esatto! Siamo invasi da foto straordinarie, gli strumenti moderni mettono chiunque in grado di ottenerne. Il risultato è un’assuefazione che provoca un’anestesia del pensiero, del gusto e delle emozioni. La fotografia non può limitarsi a procacciare semplici ed effimere gratificazioni narcisistiche.

La Fotografia Transfigurativa è un genere preciso?
Direi di no, nel mio modo di vedere è un modo di approcciarsi alla fotografia, applicabile a qualunque genere.

Anche al reportage?
Certo! La funzione del reporter non è più quella di un tempo, oggi l’esigenza principale non è tanto quella di mostrare un evento, funzione che viene assolta ormai da folle di astanti muniti di telefoni cellulari, ma di incuriosire, emozionare, creare interesse intorno ad un argomento, stimolare il desiderio di approfondirlo. Questo non sarebbe possibile se non ci fosse un coinvolgimento emotivo da parte del fotografo. La rappresentazione asettica e oggettiva della realtà è un’utopia, non esiste e non è mai esistita.

Il concetto di arte non rischia di annacquare la specificità della fotografia?
È un rischio, certo. Così come è un rischio cedere alla banalizzazione di alcuni concetti legati all’emozione o alla dimensione onirica della fotografia, che non hanno nulla di romantico, mistico o spirituale, ma che, al contrario, rappresentano specifiche modalità di conoscenza. Nel libro insisto a definire la natura strettamente fotografica di questo approccio. La fotografia parte ineludibilmente dal dato di realtà e, per quanto insaturo possa essere il risultato finale, esso non travalicherà mai i confini dell’astrattismo, pena perdere la sua connotazione. Per me è sempre la materia a imporsi, attraverso l’incontro con una determinazione più o meno consapevole dell’autore, mediato dalla predisposizione strutturale dell’apparecchio in uso. Il tutto entro i limiti della più rigorosa sintassi fotografica, compreso il lavoro di postproduzione.

Quali saranno gli sviluppi della nuova corrente?
Insieme agli amici Agostino Maiello, Giorgio Spoto e Pietro Iacono abbiamo inaugurato un gruppo Facebook, aperto a tutti i fotografi che si riconoscono nel manifesto programmatico. Il gruppo “Fotografia Transfigurativa” ha visto fin dai primi giorni una partecipazione ampia e di altissima qualità. Siamo consapevoli di non avere inventato nulla di nuovo, l’aspirazione della fotografia a farsi linguaggio artistico è antica. Penso però che abbiamo intercettato una sensibilità molto diffusa oggi e, dandole un nome e alcuni elementi di definizione, cerchiamo di sottrarla al flusso della moda estemporanea o, peggio, del manierismo, che è il pericolo più grande di ogni corrente. Mi auguro che questa condivisione virtuale possa portare ad un progressivo affinamento del concetto di fotografia transfigurativa, e che presto si possa dar luogo anche ad iniziative concrete, con delle mostre, un libro, si vedrà.

 

Il Segno e la Forma. I fondamenti della Fotografia Transfigurativa.

Formato 15x23cm, Copertina morbida
88 pagine, 30 fotografie in bianco e nero
Edizione Ilmiolibro.it
Anno 2020
Prezzo Euro 12,00
Acquistabile sul sito: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/fotografia/538593/il-segno-e-la-forma-2

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Concorso: World.Report Award

Pubblicato: 21/04/2020 da Staff in Concorsi, News

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X^ edizione del concorso internazionale

Il Festival della Fotografia Etica ha lanciato ​la decima edizione ​World.Report Award|Documenting Humanity​, ​concorso internazionale di fotogiornalismo aperto a tutti i fotografi ​italiani e​ ​stranieri​, ​professionisti​ e ​non​.
Un traguardo importante che segna la maturità del percorso fatto e l’esperienza raggiunta, anche grazie a decine di giurati che ci hanno sostenuto in questi lunghi dieci anni. Leggi il seguito di questo post »

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Tutte le informazioni sul contest sono qui. Scarica il regolamento per conoscere l’iniziativa e per cominciare a lavorare e a comporre il tuo progetto fotografico.

In collaborazione con F2 Progetti per la FotografiaOppure scrivi al nostro Partner F2 Progetti per la fotografia per ricevere il regolamento via mail e per avere tutti i chiarimenti che desideri (email: infof2progetti@gmail.com). Leggi il seguito di questo post »

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img Hearts world map – fine art print glicée on paper 70 x 100 cm – Michael Tompsett

Giunta alla 7a Edizione la mostra in questione sarà un vero e proprio concerto, che coinvolgerà artisti di varie nazionalità volti a vivere e a catturare gli sguardi sul proprio pensiero nomadista, su coesistenze e slittamenti; tutto attuato con tecniche diverse, e che nello spirito di queste trovano così il motivo di un’unità. Leggi il seguito di questo post »

Foto e testo di Ornella Lotti

Ho voluto rendere omaggio alla mia città ferita e nuda.
Ma chi, potendo, non lo avrebbe fatto?
Volevo scrivere un articolo appositamente per raccontare una città che molti romani, discendenti di antichi e più attenti avi, trattano come se fosse realmente eterna.
Invece, giorno dopo giorno questa magnifica perla in mezzo all’Italia si deteriora, si consuma, si nasconde ed infine sparisce sotto gli occhi indifferenti dei suoi amati abitanti. Leggi il seguito di questo post »

 

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STRUTTURARE UN CATALOGO D’ARTE
Dal 14 aprile al 6 maggio 2020 Termine iscrizioni l’8 aprile 2020

I corsi on line proposti dalla School for Curatorial studies Venice rappresentano un approfondimento e uno sbocco per i numerosi studenti che acquisiscono un diploma o una laurea nelle università e nelle accademie italiane. Molto spesso, gli atenei forniscono una preparazione prettamente teorica oppure incompleta che rende difficile l’inserimento nel mondo del lavoro. Leggi il seguito di questo post »

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Appena pubblicato su Nadir Magazine il test completo della Sigma dp2 Quattro, la compatta dotata di sensore Foveon APS-C ed ottica fissa da 30mm F/2.8 (45mm equiv.).

La piccola fotocamera con il Foveon, l’unico sensore al mondo a strati come la pellicola, si comporta benissimo e Rino Giardiello, Sigma Ambassador, l’ha provata a lungo durante un approfondito test nelle più disparate condizioni d’uso. Leggi il seguito di questo post »